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Lost e i filosofi: ecco alcune spiegazioni

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Ciccio
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MessaggioOggetto: Lost e i filosofi: ecco alcune spiegazioni   Mer Nov 07, 2007 4:31 pm

Potete leggere tranquillamente, non ci sono spoiler:

La storia di Lost è collocata non solo in un luogo fisico, ma anche in un luogo metafisico. I protagonisti principali spesso conoscono loro stessi riconsiderando e rivalutando il loro passato mentre affrontano le varie sfide - esterne o interne, fisiche o psicologiche, razionali o emotive, personali o sociali - che si presentano sull'Isola. Coscienti del potenziale dell'allusione ai nomi, il gruppo dei creatori dello show ha nominato alcuni personaggi sull'influenza di alcune figure della storia della filosofia. Facendo ciò,incoraggiano gli spettatori non solo a apprezzare lo show come una storia basata sui personaggi, ma anche a scoprire che lo show affronta domande universali. Con particolare enfasi sul Diciottesimo secolo, epoca dell'Illuminismo, come corrente di pensiero, evocando i nomi di alcuni dei pensatori, sottolineano i temi portanti e i dibattiti al centro della narrazione

John Locke (1632-1704) fu un filosofo Illuminista che si occupò della relazione tra natura e civiltà, avendo più tardi una grossa influenza sui fondatori dei governi democratici. Credeva che, allo stato naturale, tutti gli uomini avessero gli stessi diritti di punire i trasgressori; e che per assicurare un giudizio corretto per tutti, i governi dovrebbero essere costruiti per amministrare nel modo migliore le leggi. Questa filosofia trova la sua incarnazione nel personaggio di Locke, che abbraccia sia la natura che il bisogno di un organizzazione basata sull'uguaglianza per i sopravvissuti. Il titolo dell'episodio, "Tabula rasa", si riferisce alla frase latina che significa foglio vuoto, e fu un importante teoria filosofica promulgata da Aristotele, Tommaso D'Aquino e dal filosofo John Locke. La teoria si basa sul concetto lan mente umana al momento della nascita sia "come una lavagna pulita sulla quale non vi è scritto nulla", e che tutta la conoscenza umana deriva esclusivamente dall'esperienza. Inoltre considerava che la verità del determinismo fosse irrilevante. Era, infatti, convinto che la forma definitiva del comportamento volontario fosse che ogni individuo avesse l'abilità di ritardare una decisione abbastanza a lungo per riflettere e decidere sulle conseguenze delle sue scelte "...la volontà in realtà non è altro che la capacità, o l'abilità, di preferire o scegliere." Il personaggio di Locke accoglie anche lui la teoria della Tabula Rasa nell'episodio "Cambiamenti" quando dice in una conversazione con Shannon: "Tutti hanno una nuova vita sull'isola, Shannon. Forse è il momento che tu cominci la tua." # Fu uno degli sviluppatori della teoria del contrattualismo, che fu postulata come un immaginario accordo tra gli individui e gli organi governativi (per ridare alcune delle loro libertà naturali in cambio di una vita di ordine nella loro società e degli innaturali diritti civili, com'è il caso di Jack che suume il ruolo di leader sull'isola). Locke in particolare credeva nel diritto di ribellarsi in caso di tirannia, che quello che spinge Juliet a suggerire a Jack di tradire Ben nel suo filmino. Nel 1693, Locke pubblica un trattato intitolato Pensieri sull'educazione, volto a determinare i passi necessari per la crescita di un ragazzo. In modo particolare puntando sui figli della borghesia, Locke prende le difese dei bambini viziati e capricciosi. Sostenendo che nell'educazione del fanciullo vadano contenuti gli aspetti più propriamente repressivi, mentre va incoraggiata l'espressione diretta e spontanea dell'attività conoscitiva, nonché mediante le attività pratiche in generale, che consentono l'apprendimento diretto di quelle idee semplici, che sono alla base dello sviluppo della conoscenza umana e della resonsabilità sociale. Queste tematiche hanno un parallelismo nel conflitto della Prima stagione tra Locke e Michael su ciò che Walt debba o non debba fare mentre è sull'Isola.

Jean-Jacques Rousseau (1712–1778) fu un filosofo svizzero che ebbe una grande influenza sulla scienza politica e sul movimento socialista. Più tardi citato nella The Conquest of Granada come fautore della teoria del "Buon Selvaggio", che afferma che l'uomo, nel suo stato naturale e selvaggio, nasce innocente e puro finchè non viene corrotto dalla società e dalla civiltà (ma Rousseau non arriva ad esplicitare quest'ultima affermazione). L'influenza negativa della società sugli uomini si incentra, nella filosofia di Rousseau, sulla trasformazione dell'amore di sé (amour de soi), intenso in senso positivo, nell'amor proprio (amour-propre), visto come negativo. L'amore di sé consiste nell'istintivo desiderio, posseduto dall'uomo come dagli altri animali, di autoconservazione; l'amore proprio, invece, generato dalla società, costringe l'individuo a paragonarsi agli altri esseri umani, portando all'infondata paura di non essere sufficientemente apprezzato, o a trarre piacere dalle debolezze e dal dolore altrui. Il personaggio di Danielle Rousseau stesso può essere visto come il buon selvaggio, avendo vissuto lontano dalla civiltà per molti anni e adesso aiutando i sopravvissuti contro gli Altri. Pubblicato postumo nel 1782, Le fantasticherie del passeggiatore solitario di Rousseau narrano una serie di "passeggiate" nelle quali affronta i suoi temi principali e addossa la colpa all'isolamento e alla solitudine. Rousseau utilizza le sue passeggiate per farsi le domande sul mondo in cui vive discorrendo dell'incertezza del mondo stesso dal quale si sente estraneo.Rousseau ebbe cinque figli da Thérèse Levasseur, ma li abbandonò in tenera età, affermando di essere un padre povero e che sarebbero cresciuti meglio in un orfanotrofio. Dopo aver affrontato grosse critiche in Svizzera, Rousseau trovò rifugio presso il filosofo David Hume in Gran Bretagna. Più tardi, però, cominciò ad avere allucinazioni e a soffrire di paranoie, sospettando una cospirazione che avrebbe avuto "piani contro di lui che coinvolgevano Hume e gli altri"

Edward Wadie Said (tradotto: Edward Wādi Sa‘id) (1935-2003) fu un teorico letterario, critico e attivista politico palestino-americano. E' stato professore di Inglese e Letteratura comparata alla Columbia University ed è noto come figura fondatrice della teoria post-coloniale.
Said è noto per aver descritto e criticato l'"Orientalismo", un modo di approcciarsi e di pensare l'oriente da parte degli occidentali costituito da un insieme di false e stereotipate concezioni (Orientalismo,1978). L'"Orientalismo" afferma che la cultura occidentale percepisce la cultura orientale come colma di eccessi, stranezze e perversioni per poter elevare sè stessa al di sopra di queste caratteristiche. Uno dei teorici che aiutò a costruire il concetto de "Gli Altri". Gli Altri è tutto ciò che è a "Noi" straniero, che non siamo in grado di comprendere, in particolare a riguardo di culture diverse, come quelle ai margini della società. Nel 1980 Said criticò quello che aveva consideraro come la Pessima Comprensione della cultura araba in Occidente.

Desmond David Hume(1711-1776) fu il filosofo dello scetticismo e, forse in minor misura, del Naturalismo. Come Desmond, David Hume era scozzese. David Hume fu profondamente influenzato da filosofo, John Locke. Dal 1763 al 1765, Hume fu Segretario di Lord Herford a Parigi, dove divenne amico del filosofo Jean-Jacques Rousseau. A differenza di Desmond, David Hume era scettico verso i miracoli, che considerava come una violazione delle leggi di natura e conseguentemente con una bassissima probabilità di manifestazione. Scrisse sul concetto di altruismo (illustrato da personaggi come Jack e Desmond), e sulla suo disprezzo dell'egoismo (illustrato da personaggi come Sawyer e Anthony Cooper). Scrisse che il libero arbitrio, in una strana contraddizione, richiede determinismo, cosa che è apparentemente in conflitto il concetto stesso di libero arbitrio. Il pensiero di Hume era che il libero arbitrio potrebbe essere considerato come "una falsa sensazione o un esperienza apparente" (una velleità) che è associata a molte azioni mentre le stiamo compiendo. Ma dopo un'attenta analisi, si comprede come tutti i fenomeni siano irrimediabili e determinati. Hume fu un Compatibilista che significa che credeva che tutti gli eventi sono determinati causalmente. Ma, nello stesso tempo, abbiamo la responsabilità morale (che sarebbe impossibile se il mondo fosse completamente deterministico). La responsabilità morale è il risultato che la volontà causi un evento. Ma la volontà per Hume è solo un causa determinate come ogni altra cosa. Se "Deja vu" fosse inspirato alla filosofia di Hume sul determinismo ed il libero arbitrio, il suo pensiero sarebbe ampiamente distorto. Sarebbe impossibile, infatti, cambiare il futuro... Se Charlie fosse morto colpito da un fulmine, Desmond non avrebbe potuto far nulla, perchè sarebbe già stato tutto determinato. Il fatto che Desmond possa intercedere su alcuni eventi implica che abbia la capacità di cambiare eventi già determinati. Quello che viene presentato nell'episodio è più vicino al Fatalismo, di cui David Hume non ha mai parlato. In un saggio pubblicato postumo "Sul Suicidio", Hume afferma fermamente che non è contro la legge di Dio e ne contro la natura umano porre fine alla propria vita. Questa implica che le persone hanno completa libertà sul proprio corpo e di ciò che possono farne. Usando il sistema di sicurezza nella Stazione Cigno, Desmond rivendica questo diritto su sè stesso in un modo che David Hume non aveva considerato - il sacrificio personale. Hume è anche noto per la sua discussione sul Problema dell'Induzione. Questo ben si colloca con la regola di Desmond, che è portato per induzione a continuare a premere il bottone.

Anthony Cooper Primo (1621-1683) fu un politico inglese che fu mentore e mecenate del più noto filosofo, John Locke (vedi sotto). Oltre ad averlo finanziato per un qualche legame paterno, menzionò anche il filosofo Locke che salvò la sua vita da pessime condizioni mediche (infezione). In Lost, Locke salva la vita di Anthony Cooper donandogli un rene. Anthony Cooper Terzo (1671-1713), Terzo e nipote del Primo può essere anch'egli paragonato al personaggio. Questo Cooper fu un filosofo morale del diciottesimo secolo che credeva nella fondamentale bontà di ogni individuo e la moralità era una componente basilare (se non innata) dell'uomo. Questo pensiero è in netto contrasto con quello del padre di Locke, che si avvicina di più alla filosofia dell'interesse personale di Thomas Hobbes (e di Sawyer).

Edmund Burke (1729-1797) statista irlandese era membro del Parlamento e leader del partito dei Whig (che soprannominò Old Whig). Fu una figura influente nello sviluppo del liberalismo e è ricordato per aver fondato il Movimento conservativo Anglo-Americano. Lottò in difesa della Rivoluzione Americana e della democrazia, criticò la Rivoluzione Francese e i cambiamenti sociali radicali basati su teorie non verificate e denunciò al mondo la violazione di alcuni principi morali da parte degli ufficiali britannici in India. La sua visione del libero arbitrio è in parte riassunta da questa citazioni da Riflessioni sulla Rivoluzione in Francia: "Meglio della carità e dell'umanità è la libertà, anche a costo di perdere dei beni, piuttosto che rischiare di trasformare gli uomini in macchine e strumenti della benevolenza politica."

Mikhail Bakunin (1814-1876) è meglio noto come rivoluzionario Russo e filosofo anarchico. Egli "rifiutava i sistemi di gorverno di qualsiasi nome o forma", ogni figura autoritaria, incluso Dio, o un sovrano. Bakunin rifiutava il concetto di "libero arbitrio" ed associava una spiegazione materialistica a tutti i fenomeni naturali.
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MessaggioOggetto: Re: Lost e i filosofi: ecco alcune spiegazioni   Mer Nov 07, 2007 7:58 pm

Checco mi fai un riassunto terra terra evidenziando in due parole, in cosa somigliano questi filosofi ai loro "lostiani"? Molto Felice
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MessaggioOggetto: Re: Lost e i filosofi: ecco alcune spiegazioni   Mer Nov 07, 2007 8:34 pm

Chandler007 ha scritto:
Checco mi fai un riassunto terra terra evidenziando in due parole, in cosa somigliano questi filosofi ai loro "lostiani"? Molto Felice


Ho solo copiato...ho provato a leggere ma il 70% dei concetti non li ho capiti.
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MessaggioOggetto: Re: Lost e i filosofi: ecco alcune spiegazioni   Mer Nov 07, 2007 9:10 pm

Smile capisco Alex...concordo...mi scoccio di leggere
però se un giorno mai ne avrò voglia, penso ke capirei la filosofia e quindi vi spiegherei poi a voce velocemente il tutto
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MessaggioOggetto: Re: Lost e i filosofi: ecco alcune spiegazioni   Mer Nov 07, 2007 9:59 pm

Smile Smile kla la modestia è la tua arma è?? Smile Smile
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MessaggioOggetto: Re: Lost e i filosofi: ecco alcune spiegazioni   Mer Nov 07, 2007 10:54 pm

se avete voglia avendo un padre filosofo posso spiegarvi in breve tutti i protagonisti... ma ke ci guadagno in cambio Molto Felice??
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MessaggioOggetto: Re: Lost e i filosofi: ecco alcune spiegazioni   Mer Nov 07, 2007 11:06 pm

Brava Vale, ci hai azzeccato Ok

Cmq felice ha un padre filosofo??? Davvero??? Ma in che senso???
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MessaggioOggetto: Re: Lost e i filosofi: ecco alcune spiegazioni   Mer Nov 07, 2007 11:51 pm

è laureato in storia e filosofia x quanto ne sappia
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MessaggioOggetto: Re: Lost e i filosofi: ecco alcune spiegazioni   Mer Nov 07, 2007 11:53 pm

e nn solo ma anke in lettere Molto Felice ha due lauree il mio papi Molto Felice kya pare ke scendi sempre dalle nuvole..
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